Future e attuali applicazioni della Realtà Virtuale

Avete mai provato uno tra i tanto chiacchierati Oculus Rift o HTC Vive? Entrambi rilasciati nel 2016, rispettivamente da una azienda marchiata Facebook e un Valve, sono l’hardware in commercio attraverso cui entrare nella realtà virtuale, il portale d’accesso a un mondo parallelo, cibernetico, ma reale. Ma quali sono fino ad oggi gli utilizzi che si fanno di una simile tecnologia, una tecnologia neonata che ancora deve trovare con certezza il suo principale campo d’applicazione? La risposta, come potete aspettarvi, sono i videogiochi.

Le compagnie di betting online sono quelle che più di tutte hanno puntato su questi giocattoli niente affatto economico. I siti di scommesse e giochi d’azzardo più famosi si sono dotati di ambientazioni su misura per la realtà virtuale e danno ai giocatori la possibilità di giocare a tutta una serie di tavoli online indossando i visori VR, ricostruendo nei minimi dettagli l’interno di un vero e proprio casinò, con i tavoli rivestiti in radica, il verde perfetto del panno, le luci brillanti, i suoni delle fiches e delle slot machines che rullano frenetiche poco più in là. Seduti comodamente alla scrivania di casa propria, con il proprio computer a portata di mano, sembra invece di essere a Las Vegas. Per chi non ha mai provato la realtà virtuale è difficile da immaginare.

Ma sono tante le aziende che hanno deciso di puntare almeno una parte del proprio fatturato in questa nuova tecnologia. Per esempio Sony con Playstation e Microsoft con xBox. D’altra parte i videogiochi da sempre hanno il cruccio di trovare metodi sempre nuovi per far sentire i giocatori immersi in maniera totale, perché dimenticare la realtà è uno dei divertimenti, la fuga, l’alienazione, sono il carburante che li alimenta. E non è un caso che a noi di Aliven.it ci sia capitato di provare per la prima volta un elmo VR proprio grazie a un videogioco; eravamo a Roma a una fiera di cui non ci ricordiamo più il nome, una della miriade a cui andiamo ogni anno, forse sulle giovani startup o forse sulle nuove tecnologie, e ci imbattemmo nello stand di una piccola software house romana chiamata Tunnel Vision Studio. Ci piacque fin da subito, sebbene il gioco fosse molto semplice, perché fu la nostra occasione per coglierne le potenzialità.

Queste sono le applicazioni che al momento stanno davvero portando riscontri economici sostanziosi grazie a un mercato pronto a spendere. Ma in generali gli impieghi per sfruttare la realtà virtuale sono molti di più e soprattutto molto più indispensabili, più utili per fare del bene, che poi sarebbe la ragione per cui l’uomo crede nel progresso.

Primo tra tutti c’è il campo medico. Immaginate uno studente di medicina che potesse, prima ancora che entrare in ospedale, esaminare centimetro per centimetro il corpo umano esattamente per come è fatto, in 3D, come se fosse vero. Per non parlare delle operazioni chirurgiche: grazie alle tecniche di scansione più avanzate l’anatomia di un paziente specifico potrebbe essere riprodotta ancora prima di entrare in sala operatoria.

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